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FHA – Famvin Homless Alliance

L’Alleanza per i Senzatetto della Famiglia Vicenziana – FHA (Famvin Homless Alliance) nasce nel 2017 su impulso dei Leader delle differenti realtà religiose e laiche che compongono la grande Famiglia Vincenziana per celebrare i 400 anni dalla nascita del Carisma Vincenziano. 

Obiettivo specifico è quello di concentrare gli sforzi della Famiglia Vincenziana di tutto il mondo  a lavorare in modo concreto, ma al tempo stesso creativo, per favorire un cambiamento sistemico a favore degli oltre 1.2 miliardi di abitanti di questo mondo che sono privi di un posto da chiamare casa. La definizione di Senzatetto comprende i senza fissa dimora delle strade, i rifugiati, gli sfollati e anche coloro che vivono nelle baraccopoli e in alloggi inadeguati. 

Con l’aiuto dell’intera Famiglia Vincenziana, la FHA sta lavorando per un cambiamento effettivo e sostenibile nella vita di migliaia di Senzatetto in tutto il mondo: incoraggiando lo sviluppo di nuovi servizi;  costruendo una rete tra i gruppi Vincenziani che già lavorano in  tale contesto dalle mille sfaccettature; sostenendo e favorendo leaders emergenti o già operativi; promuovendo la condivisione delle migliori strategie fra le differenti parti della Famiglia Vincenziana; esercitando pressione a livello istituzionale per cambiamenti strutturali su scala nazionale, territoriale e mondiale a favore dei Senzatetto; realizzando e mettendo a disposizione materiali formativi a sostegno di questa iniziativa per ciò che riguarda la nostra Spiritualità Vincenziana.

La Famiglia Vincenziana ha una tradizione di 400 anni di servizio ai poveri, in molti ambiti differenti tra cui quello dei Senzatetto. In questo senso, la missione della FHA si sviluppa quindi su un terreno già davvero familiare ai Vincenziani di tutto il mondo. La FHA è ora in grado di fornire una struttura tale da riunire tutti i membri della Famiglia, consentendo a ciascuno di raccontare la propria storia, di condividere le conoscenze e collaborare localmente per raggiungere obiettivi mondiali comuni a beneficio dei Senzatetto. 

Questi obiettivi includono la creazione di una prima mappa mondiale del sostegno Vincenziano ai Senzatetto; la creazione di una rete di comunicazione per condividere le esperienze e conoscenze di ciascuno; lo sviluppo di una autentica Voce Vincenziana per i Senzatetto davanti alle Nazioni Unite e alle altre Istituzioni Mondiali. Ci proponiamo infine di ispirare una serie di progetti basati su collaborazioni e interventi che possano avere un effetto reale nella vita dei Senzatetto di tutto il mondo. Un esempio di come può cambiare la vita è la Campagna 13 Case. 

Il nome della Campagna prende spunto da un episodio legato proprio alla figura di San Vincenzo de’ Paoli. Tutto ebbe inizio quando nel 1643 Re Luigi XIII assegnò a San Vincenzo l’equivalente di un milione di dollari come donazione per la missione della sua Congregazione. San Vincenzo scelse di usare quei soldi per costruire 13 Piccole Case vicino a Saint-Lazare a Parigi, la casa madre della Congregazione della Missione, per prendersi cura dei bambini abbandonati. I costi correnti di queste case furono sostenuti dalle Dame della Carità e la cura degli stessi bimbi divenne parte del lavoro delle Figlie della Carità. Lavorando insieme la Famiglia Vincenziana ha aiutato migliaia di bambini che altrimenti sarebbero morti nelle strade. 

Ma molto di più ha fatto questa stessa collaborazione Vincenziana per i Senzatetto. Ha distribuito aiuti agli sfollati nella zona di guerra dell’Alsazia Lorena e ha sostenuto e ospitato rifugiati in fuga dai luoghi di battaglia. Ha offerto la Casa di Cura “Il Nome di Gesù” nel 1652 per ospitare, vestire, nutrire e formare le persone anziane che vivevano per le strade o nelle baraccopoli di Parigi. Ha avuto il merito di lanciare Les Petites Ecoles (Le Piccole Scuole) per donare ai poveri l’alfabetizzazione, la matematica e l’educazione – consentendo loro di sfuggire alla povertà intergenerazionale che spesso li costringeva alla stessa condizione di Senzatetto dei loro padri. 

Oggi ci troviamo di fronte agli stessi problemi che San Vincenzo ha affrontato, ma su scala globale. Dei 7 miliardi di persone presenti su questo pianeta circa 1,2 miliardi sono Senzatetto – sono sfollati, vivono nelle baraccopoli o nelle strade delle nostre città. Molti di loro sono stati allontanati nel momento in cui più necessitavano aiuto – balzano alla mente le parole che smorzano la gioia nella narrazione della natività secondo Luca: “non c’era posto per loro nell’albergo.” (Luca 2:7) 

“Noi ci siamo ispirati alle 13 Case di San Vincenzo. Egli vide un bisogno e rispose con un’azione concreta. Oggi vediamo la necessità di oltre un miliardo di uomini, donne e bambini. La Campagna 13 Case è stata creata in risposta alle loro esigenze; imparando e lasciandosi ispirare dallo spirito dello stesso San Vincenzo. – fanno sapere dalla FHA -. Per noi, le 13 Case di San Vincenzo sono un’ispirazione, non una formula. I Progetti 13 Case di oggi saranno inevitabilmente diversi in ciascun paese, a seconda delle esigenze della comunità locale. In alcuni luoghi potranno consistere nello sviluppo di alloggi o rifugi per i Senzatetto. Potranno consistere nella ristrutturazione di appartamenti abbandonati, o nello sviluppo di una mensa di cui c’è urgente bisogno per riunire i più poveri intorno a un tavolo. Potrà trattarsi di un progetto di visite volto ad accogliere i rifugiati in un paese o sostenerli nei vari accampamenti in tutto il mondo. Potrà essere un piano già messo su carta, o qualcosa che deve ancora essere concepito. A prescindere dalla forma che assumerà, si tratta di una risposta pratica e locale, con una visione a lungo termine in grado di affrontare questo problema globale.” 

Di seguito alcuni esempi concerti di questa prima fase-pilota della Campagna che è partita a settembre dello scorso anno e conta di svilupparsi nell’arco di 3-5 anni

Vincent is home (USA): https://vfhomelessalliance.org/blog/category/13-houses-fha/13-houses-campaign-bulletin/

Great Britain’s Ambitious 13 Houses Plans: https://vfhomelessalliance.org/blog/2019/04/30/great-britains-ambitious-13-houses-plans/

A View from India – The Congregation of the Mission in Southern India and the 13 Houses Campaign: https://vfhomelessalliance.org/blog/2019/03/28/a-view-from-india-the-congregation-of-the-mission-in-southern-india-and-the-13-houses-campaign/ 

Hope for Venezuela’s Refugees: https://vfhomelessalliance.org/blog/2019/03/14/hope-for-venezuelas-refugees-c13h/  

www.vfhomelessalliance.org 

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Famvin Homeless Alliance – FHA 

International Conference of the Famvin Homeless Alliance (FHA)

The Famvin Homeless Alliance conference brings together over 100 Vincentians working in homelessness from six continents, to hear and learn from each other and experts in the field. The conference will offer skills and knowledge to those practitioners so they can improve their service, as well as offering opportunities to directly engage in Famvin Homeless Alliance initiatives.The main topics of the conference centre around the three forms of homelessness tackled by the FHA (street homelessness; refugees/IDPs; and slum dwellings). Keynote lectures are delivered by a range of senior leaders. Speakers come from organisations including the Dicastery for Promoting Integral Human Development, Caritas, the Daughters of Charity and Congregation of the Mission, the SSVP, Depaul International and the Institute of Global Homelessness.

INTERVIEW – FATHER PEDRO OPEKA

Father Pedro what does it mean today to live in Akamasoa? How many people and families live in Akamasoa?

To live at Akamasoa means to embark on a journey to recover dignity. It means to stand up and become a responsible and respected person. It also means to start a new life based on works, education and discipline. In addition, to live at Akamasoa means to accept to live in the Truth and to embrace the daily fight for justice. Living at Akamasoa is firstly action, not words. Here we never disguise the truth, we try to be straightforward when dealing with problems and not go around the issues; and this is sincerity. Presently, there are 25 000 people who are benefitting from our social project. Moreover, every year, 30 000 poor people come to Akamasoa for specific helps: food, medicines, and clothing.

What are the difficulties and challenges that you encounter in your everyday service to the  Poor?

The daily challenges are mostly related to truth itself because a poor person from the streets tends to fabricate lies to seduce you since he feels he needs to lie to get you interested in helping him. Another difficulty is that a poor person tends not to keep his word; he says “yes” without committing himself in the long term. Another difficulty is theft. A poor person, because he has nothing, believes he has the right to steal. Another difficulty we have is that, since the poor people we are helping live such a fragile life, they often fail to understand the responsibility they have towards their families. At Akamasoa, throughout these 29 years, we have witnessed changes in people, but only over the long term; and after 29 years of efforts, many people still need to change. Another difficulty is to find enough food and school supplies for the 14 000 poor children so that they can attend school. One more difficulty we face is to create jobs for each family to help them to survive. These difficulties are challenges that we have been embracing in these 29 years and we are still standing with and among the poor people.

In your life as a missionary, you have met millions of people … I know it may be very difficult to choose, from among so many people, a single  person; but is there a memory or an image from any encounter with a person that you will never forget and it will always remain with you?

I have a lot of memories of people I have encountered. Once we accepted at Akamasoa more than 80 families and each family had five or six children. We welcomed these families with the utmost serenity and spontaneity. I thought to myself, “These families are here; we have to make room for them.” We did this without panicking, with no pressure. And this experience has later become a source of strength for me. I also have in mind images of children at the garbage dump who were like angels searching for things in the garbage dump. This image of children in the garbage dump, beautiful like angels, will never leave my mind. In addition, another fond memory I cherish is when we celebrated the 25th year anniversary of Akamasoa: the limitless joy of 30 000 people, proud of their works, proud to have their heads up in front of government representatives and diplomats; proudly displaying their joy of life. The communion that we had on that day with the parents and children; this is yet another memory that will stay with me forever. We also have memories of sad moments related to the death of children and young mothers who died because of a lack of proper medicines.

What words or phrases would you use to describe Akamasoa for those persons who have never seen or hear about Akamasoa?

Joy, brotherhood, work, fight, and, most importantly, the happiness of our children because at Akamasoa we have children who used to live an inhuman life at the landfill and they are now real children. Of course, I will not fail to mention the Sunday Mass, which is a true celebration for all the people because everyone participates: we all pray, we dance, we sing in communion – it is an expression of gratitude to God for all the people of good will who have helped us.

Father Pedro, how do you see the best way to help the poor, the persons in need in the different areas: spiritual, emotional, physical, material?

The best way to help the poor is to respect them, to stand before them as an equal, without any masks, privilege, without any authority other than love and respect. And love will help you persevere in spite of the disappointments and the failures and the lack of honesty that we have to deal with almost every day. I can say that there is no magic formula to help the poor. In each country, culture and civilization, there will always be different gestures, different approaches – but these must all be dictated by love. Moreover, when we are moved by love, we can know that we chose the right path. And the most important thing is to choose the right path; each life is built one step at a time and one day at a time. Any effort to help and any movement of solidarity must exist only in order to give people courage and to give them the will to continue in spite of difficulty. This is not learned in some humanitarian guidebook. This is something we learn from our hearts, where there is love and the strength of the spirit. A person has a physical, emotional, spiritual identity; you cannot divide that identity between these different parts, the identity has to be considered as a whole: a person. While helping a person out of extreme poverty, we also have to help that person to be responsible and to be happy with their brothers and sisters and to understand that the spirit is what makes a person – the spirit also needs the strength and the grace of God.

More information:

Elena Grazini

Communication

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PRESS RELEASE: “We cultivate integration: flowers and fruits in the land of asylum”

Because of the 400 years of the Vincentian charism – recently celebrated with the jubilee that gathered in Rome at the International Symposium to representatives of the numerous Vincentian Family Worldwide – the realization of the project “We cultivate integration: flowers and fruits in the land of asylum” was possible, thanks to the synergy between the Vincentian Family, the Social Cooperative Society “Tre Fontane”,  the non-profit association Linaria and Mrs. Margherita Grasselli. The motto of the Jubilee: “I was a stranger and you welcomed me…” (Mt 25, 35) has in this initiative a concrete example of what it truly means to welcome.

The project consists in the improvement and development of approximately two hectares of uncultivated land, property of the Congregation of the Mission in Rome, in Via dei Capasso 30, in which special botanical varieties will be cultivated, which can respond to a market so far little known, but surely expanding. It will allow to qualify the professional skills of a group of asylum seekers and holders of international and humanitarian protection, who reside regularly in Rome, with the aim of their social and labor insertion in the city. An initiative that is, at the same time, an experiment due to its evident social, economic and environmental impact, with the potential to become a replicable pilot project in other national urban realities.

PRESS RELEASE – The Vincentians at the UN on the 29th and the 31st of January 2018

In the framework of the fifty-sixth session of the Commission for Social Development, entitled “Strategies for eradicating poverty to achieve sustainable development for all”, which will take place at the United Nations Headquarters in New York from 29 January to 7 February 2018, the Vincentians will have a word to say:

On Monday, 29 January 2018 (3:00 pm – 6:00 pm), Mr. Mark McGreevy OBE, Group Chief Executive of DePaul International and the founder of the Institute of Global Homelessness (IGH), will participate in a High‐level panel discussion on the priority theme “Strategies for eradicating poverty to achieve sustainable development for all”.

The Keynote speaker will be H.E. Mr. Juan Somavia, Director of the Diplomatic Academy of Chile, and former Special Adviser to the Secretary‐General on Interregional Policy Cooperation, former President of ECOSOC, and former Director‐General of the International Labor Organization (ILO).

On Wednesday, 31 January 2018 (1:15 pm – 2:30 pm), as a side event, the Vincentian Family at the United Nations, in Collaboration with the Permanent Mission of Ireland to the UN, will present a panel entitled “A Systemic Approach to Eliminating Homelessness

The keynote Speaker will be Mark McGreevy, CEO FamVin Homelessness Alliance.

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